domenica 18 febbraio 2018

Letture, recensioni e gratuità

Quasi la metà di tutte le nostre ansie deriva dalla nostra preoccupazione per l'opinione altrui. Arthur Schopenhauer

Il mio ultimo romanzo ha venduto un discreto numero di copie da quando è uscito, ma ha pochissime recensioni e mi chiedo perchè, so che molti hanno comprato il libro, ma forse non l'hanno ancora letto, oppure non è piaciuto e non scrivono nessuna recensione, oppure l'hanno comprato e non l'hanno mai cominciato. Io stessa ho un numero altissimo di libri scaricati e in attesa di essere letti. Alcuni li ho scaricati gratuitamente nel corso di promozioni dei gruppi facebook di cui, quasi inconsapevolmente, faccio parte. Ormai ho smesso di farlo, prima bastava la parola gratis per farmi scaricare un eBook subito, ora lo faccio soltanto se il libro mi interessa davvero. 
Il tempo è limitato, non posso leggere tutto e alla fine è necessario scegliere. E anche scegliere di scaricare gratuitamente un eBook è una scelta precisa. Fatico a leggere anche i libri che pago, periodicamente la Newton Compton fa promozioni della durata di un giorno con tutti gli ebook a €  0,99. Spesso ne ho comprato diversi in quelle giornate, sceglievo i libri che mi interessavano, magari uno lo leggevo subito, gli altri restavano lì in attesa infinita...ammetto però che ho anche scoperto autori interessanti.
Ho ancora un libro comprato a € 0.99 da leggere, superato da libri che ho comprato a prezzi ben più alti e subito letti.
Ma torniamo alle recensioni, io recensisco sempre i libri che leggo, su Goodreads quelli di autori famosi, e anche su Amazon quelli di autori blogger che seguo, lo faccio perché sono consapevole dell'importanza di una recensione, possibilmente costruttiva. Cerco di trovare il tempo per farlo, la scrivo subito, alla fine della lettura quando l'emozione che mi ha trasmesso è ancora intatta. Se non ho tempo, la scrivo su un foglio di carta e appena posso la riporto su Amazon. 
Non recensisco solo quando il libro non mi è piaciuto neanche un po', in quel caso evito di lasciare una recensione del tutto negativa. Se si tratta di un autore famoso mi faccio meno scrupoli, lo posso anche stroncare con una recensione negativa. Tuttavia se l'autore è molto famoso non ha bisogno di recensioni per vendere ed è per questo che alla fine non lascio neanche la recensione negativa: se non mi è piaciuto non perdo ulteriore tempo.
Ogni tanto mi chiedo se sia poi davvero importante, io per esempio per comprare un libro difficilmente mi baso sulle recensioni, se ho intenzione di leggere un libro, perché catturata dalla trama o perché mi piace come scrive l'autore, lo compro e basta. Voglio leggerlo e farmi un'idea personale, magari le recensioni le vado a leggere dopo e, nel caso, scrivo la mia. Va poi detto che i libri migliori che ho letto li ho comprati seguendo un impulso irrefrenabile, ho letto la trama e li ho comprati subito, anche senza finire di leggere l'estratto.
In fondo mi bastano poche righe per capire se un libro mi piace. 
Spesso tra i libri scaricati gratuitamente ho anche trovato delle piccole perle, altre volte libri con belle storie scritti bene, altre volte no. È diventato un mondo piuttosto variegato. Però per chiarezza sappiate che non penso mai che gratis significhi di poco valore, è un modo per l'autore di farsi conoscere. È meglio però non esagerare, la gratuità non viene capita nel senso che vorremmo e, spesso, non porta neanche recensioni. Io avevo messo un mio racconto in distribuzione gratuita su tutti gli store per parecchi mesi, pensavo che fosse un racconto corto che avevo revisionato il giusto e, anche se, anni fa, aveva ottenuto un riconoscimento a un concorso letterario, fosse corretto non farlo pagare. Poi però un po' seccata dal numero elevatissimo di download (oltre il migliaio) e dalla mancanza di recensioni ho deciso di fissare un prezzo, molto basso, ma pur sempre un prezzo: € 0,49. 
Sembra incredibile, ma quel racconto vende! Senza che io faccia nessuna promozione e, sorpresa, vende soprattutto su Google play dove costa ben € 0,99 (è uno store dove il prezzo è maggiorato rispetto a quello fissato dall'editore/autore). Non crediate siano numeri da capogiro, si tratta di due o tre copie al mese, però vende, spontaneamente, e ci sono moltissime recensioni, sempre su Google play, negative e positive. Come mai? Mistero. 
Ho capito però che la gratuità non è una regola buona da seguire, oppure sì, può esserlo per un tempo limitatissimo, uno o due giorni, per dare l'opportunità a chi è incuriosito dal libro, ma frenato dal prezzo, di scaricare il libro prima e magari recensirlo poi.

E voi come vi comportate, leggete le recenzioni prima di comprare un libro e vi lasciate influenzare da esse?
Ma, soprattutto, quando leggete un libro siete abituati a recensire oppure ve ne dimenticate?


domenica 11 febbraio 2018

Impiegati dell'arte

Denuda uno scrittore, indicagli tutte le sue cicatrici e saprà raccontarti la storia di ciascuna di esse.
Stephen King
                                          
Battisti era un impiegato della musica, questa frase è stata detta da Mara Maionchi nel corso di una intervista che ho seguito in TV alcuni giorni fa. Lucio Battisti non aspettava l'ispirazione, ma si metteva ogni giorno al pianoforte per dieci, dodici ore e provava delle note finché non scattava la nota giusta. Sembra che Ennio Morricone facesse altrettanto. Il lavoro sopperisce al talento, oppure il talento senza lavoro non esiste. Non lo dico io ma Ennio Morricone, appunto. 
Questa affermazione mi ha fatto riflettere, anche per l'arte è necessario lavorare duramente. 
Cosa vuol dire: mettersi davanti allo schermo di un computer o con un foglio davanti e provare a scrivere o a comporre, nel caso della musica, o dipingere, nel caso della pittura.
È così? 
Io penso di sì, non serve aspettare l'ispirazione, o meglio, restare ad aspettare che arrivi l'ispirazione per poter scrivere non garantisce il risultato, spesso il risultato viene dato dal duro lavoro, dalla perseveranza, da ore e ore di frustranti tentativi di realizzare l'oggetto della nostra passione artistica. 
Ken Follett, in una intervista, affermò che scriveva ogni giorno dalle otto alle due del pomeriggio, come un impiegato statale. Ogni giorno si svegliava alle sette del mattino, faceva colazione con calma e poi dalle otto cominciava a scrivere, indipendentemente dalla sua ispirazione. Certi giorni scriveva poco, altri molto, in altri si arenava intorno a un'idea e magari scriveva poche righe, però grazie a quell'idea il giorno successivo riusciva a scrivere molto.
E noi che pensiamo che dobbiamo aspettare l'ispirazione, il fuoco sacro dell'arte che ci colpisce all'improvviso e giù a scrivere un intero romanzo di getto! C'è questa idea molto romantica della scrittura, mentre stiamo facendo tutt'altro veniamo folgorati da un'idea e, tralasciando tutto quello che stavamo facendo, ci mettiamo a scrivere pagine su pagine travolti dalla nostra ispirazione.
Nella realtà chi può farlo davvero? Chi può stare nel dolce far niente aspettando l'ispirazione?
L'ispirazione esiste, certo che esiste, è quella idea che arriva in un momento della nostra giornata, lo spunto per scrivere una storia. Poi intorno a quello spunto iniziale si potrà sviluppare tutta la storia, mettendosi lì, davanti al computer, ore su ore, finchè quell'idea non prende la direzione giusta e si incanala nelle pagine della nostra storia.

Alcuni anni fa, fa assistetti a un'intervista dal vivo a un noto scrittore, Valerio Varesi, un autore che scrive gialli, il suo protagonista è il commissario Soneri, ne hanno tratto anche una bella fiction in TV, Nebbie e delitti. All'epoca l'autore insegnava lettere in un istituto superiore e l'intervistatrice gli chiese come facesse a scrivere tanti libri con una cadenza così regolare, considerato anche che lavorava a tempo pieno. Lui rispose che nel corso dell'anno scolastico non scriveva, però preparava il terreno per la scrittura del prossimo romanzo, cioè raccoglieva materiale e documenti per la sua storia e poi nei due mesi estivi in cui la scuola era chiusa, si dedicava alla scrittura del libro impegnando ogni mattina della sua estate, sacrificando spesso le vacanze o, comunque, riducendole a pochi giorni. La regolarità era la sua forza, in inverno ogni minuto del suo tempo libero era dedicato alla documentazione e in estate alla scrittura. Era un metodico e per questo riusciva a uscire con un libro l'anno. Mi piacque molto quella intervista e mi piacque molto l'autore. Bisogna trovare il proprio metodo e dedicarci del tempo, credo sia l'unica strada. E poi c'è la passione, quella che ti fa svegliare presto anche se sei in vacanza perché devi scrivere, quella che ti fa scegliere di restare in casa anche se fuori c'è il sole e sarebbe bellissimo poter fare una passeggiata all'aria aperta, quella che ti fa esultare perché piove e quindi puoi scrivere senza sensi di colpa. Insomma quella che ti fa passare ore e ore davanti a uno schermo a cercare le parole giuste, ad approfondire gli argomenti con fatica, a seguire i fili della storia e a riannodarli tutti insieme armonicamente. 
Bisogna essere degli impiegati oppure, termine che mi sembra più bello, degli artigiani delle parole e cesellarle per inserirle nella loro giusta collocazione, cioè in una storia che emozioni e faccia battere il cuore, possibilmente non soltanto a noi che la scriviamo.

E voi cosa ne pensate? Avete un vostro metodo? Siete voi a guidare l'ispirazione oppure vi lasciate trasportare?

domenica 4 febbraio 2018

Liebster Award

                                        
     
Ivano Landi  mi ha nominato per il Liebster Award di cui rammento le regole:

1) Ringraziare e rispondere alle 11 domande di chi ti ha premiato;
2) premiare gli 11 blogger meritevoli che non raggiungono i 200 followers;
3) comunicare la vincita agli altri bloggers premiati;
4) proporre ai premiati altre 11 domande.

Comincio con ringraziare Ivano e rispondere alle sue 11 domande:

1) L'anno scorso ho chiesto di mettere in ordine di preferenza nove generi letterari. Ora ti chiedo di fare altrettanto con i seguenti nove medium espressivi che butto là in ordine sparso: romanzo, poesia, cinema, fumetto, fotografia, pittura, televisione, musica, illustrazione.

Romanzo, musica, cinema, poesia, televisione, fumetto, pittura, fotografia, illustrazione.

2) Chi è il tuo ideale di donna/uomo (un nome di un personaggio riconoscibile da tutti, il tuo vicino/a di casa non vale)?

Il mio ideale di uomo in senso fisico è cambiato nel corso del tempo, diciamo che negli ultimi tempi il mio ideale assomiglia molto ad Alessandro Gassman.

                                          
     
3) Se non avessi intrapreso la strada del blogging a quale altro hobby pensi avresti dedicato l'equivalente del tempo?

Io ho sempre avuto la passione della scrittura, avrei trovato il modo di scrivere da qualche altra parte, ma fuori dalla scrittura amo le attività all'aria aperta, magari mi sarei concentrata sui percorsi in bicicletta che una volta era un hobby che occupava molto del mio tempo libero.

                                      


4) Col senno di poi... hai scelto la strada giusta nel tuo percorso di istruzione scolastica (superiori, università, specializzazioni) o cambieresti qualcosa? (Nel caso mio, per esempio, tutto).

Tutto sommato il mio percorso scolastico l'ho apprezzato tutto, mi è piaciuto quello che ho studiato,  sia alle superiori che all'università, se potessi invece cambierei le scelte fatte dopo la laurea.

5) Sei un/una amante della vita sedentaria? Un/una amante della vita nomade? Un sedentario/a costretto/a al nomadismo? O un/una nomade costretto/a alla vita sedentaria?

Nessuna delle definizioni sopra mi calza del tutto a pennello, diciamo che mi piacerebbe viaggiare di più, avendo più tempo libero dal lavoro. 

6)  Domanda strettamente legata alla precedente: Ti senti radicato alla tua terra d'origine o piuttosto un/una apolide?

Più che apolide mi sento cittadina del mondo, anche se negli ultimi tempi, mi sento più legata all'Italia, forse perchè quello che abbiamo nel nostro paese non è abbastanza valorizzato e apprezzato.


7) Sempre sulla stessa onda: Il mio amatissimo Rilke (il poeta) diceva che seppure di origine praghese e di cultura tedesca, la sua patria spirituale era la Russia. Tu ti riconosci una patria spirituale?

Forse per l'azzurro del mare e le sue innumerevoli isole potrei dire la Grecia.

                                     


8) Tendi ad amare di più: La natura? Le cose vecchie/antiche? Le cose moderne? Per la cronaca, si tratta di una divisione in tre tipi di essenze umane (naturale, classica, moderna) appartenente a una particolare scuola psicologica.

Tendo ad amare di più la natura, anche se non disdegno una visita ai musei, diciamo che se c'è il sole, preferisco passare il tempo libero all'aria aperta.

9) Ora una domanda facile facile, su qualcosa che pare molto d'attualità: qual è il tuo decennio preferito (da te vissuto direttamente o anche solo per via indiretta)?

Credo sia il decennio degli anni novanta, forse perchè erano ancora intatte molte illusioni, non solo mie.

10) Collezioni qualcosa (francobolli, farfalle, cartoline, ecc.)?

Trovo difficile fare collezioni, non ho la passione per le cose materiali, mi stancano presto, però ho dei libri da cui non riesco a staccarmi, vale lo stesso?

11) Hai o hai avuto una tua enciclopedia preferita?

Da ragazza consultavo l'enciclopedia I quindici, perchè ce l'avevo in casa, ma non ho preferenze particolari.

Ora dovrei nominare 11 blogger, però credo di aver nominato già tutti i blogger che conosco nel 2017, ma se c'è qualcuno dei blogger che mi segue che ha voglia di rispondere alle stesse domande è benvenuto.
Vi va di unirvi al gioco?
 

domenica 28 gennaio 2018

Leggere i classici e altre avventure


Ogni tanto quando qualcuno cita un libro che non ho mai letto mi rendo conto di quanto la mia lacuna sia profonda. Sono molti i classici che non ho letto, ma anche molti altri, così ogni tanto penso di leggere qualche libro che mi manca. Poi mi ritrovo a leggere anche libri che ho già letto e che non ricordo più, ricordo la storia a grandi linee, ma non ricordo i particolari. Perché in fondo io, spesso, mi innamoro dei particolari, di certe frasi, di certe sfumature, di certi sentimenti espressi così bene con le parole che mi innamoro di tutto il libro.
In questi giorni ho cominciato la rilettura di Dorian Gray, il romanzo più famoso di Oscar Wilde, l'avevo letto il secondo anno di università, incuriosita dal racconto di una compagna di corso. 
Ho sentito l'esigenza di rileggerlo per un motivo preciso, motivo che per ora non svelo. 
Tra l'altro è molto semplice oggi reperire questi classici, molte case editrici hanno fatto la versione in eBook a prezzi irrisori o, addirittura, gratuiti. Mi piace molto questa iniziativa, la trovo davvero encomiabile. 
Mi sono resa conto che ricordavo poco del modo di scrivere di Oscar Wilde, lui non racconta solo la storia di Dorian, racconta la storia di un'epoca, dei costumi di una società e di certe dinamiche che trovo attualissime. Credo che rileggere certi libri porti a comprenderli meglio o, addirittura, a comprenderli del tutto. 
Ciò che sorprende di queste opere è che, anche se scritti in epoche apparentemente lontane dalla nostra,  conservano una freschezza e un'attualità sorprendenti. Certi libri possono diventare eterni proprio grazie a questo loro modo di essere. 
Poi ci sono altri romanzi che mi piacerebbe leggere, per esempio Tenera è la notte di Scott Fitzgerald, il buio oltre la siepe di Harper Lee e Il giovane Holden di Salinger. 
Magari li leggerò nei prossimi mesi, non mi pongo obiettivi rigidi, diciamo che partirò dal primo poi si vedrà.

E voi avete dei libri più o meno classici che vorreste leggere o rileggere? 

domenica 21 gennaio 2018

Consigli d'autore

Volevo scriverne da quando sono andata alla sua presentazione, ma ho rimandato per mancanza di tempo e concentrazione, ma visto che spesso il discorso mi tornava in mente ho capito che era il momento di scrivere questo post.
Sono stata alla presentazione dell'ultimo romanzo di Gianrico Carofiglio a Modena lo scorso 29 ottobre, il romanzo è intitolato Le tre del mattino e parla del rapporto tra un padre e un figlio in un viaggio che i due personaggi hanno vissuto in un periodo della loro vita, un viaggio che li ha portati a conoscersi davvero fino in fondo.
Ma non voglio parlarvi di questo romanzo. Io l'ho comprato, me lo sono fatto autografare, l'ho letto e mi è piaciuto molto. Al primo posto però, il personaggio di Gianrico Carofiglio che prediligo, resta l'avvocato Guido Guerrieri. 

Nella vera notte buia dell'anima sono sempre le tre del mattino. Scott Fitzgerald
Ammetto però che, di questo autore, amo anche il fatto che non scriva solo romanzi con un unico personaggio, ma spazi nella scrittura con storie diverse. 
A parte la presentazione del romanzo specifico mi ha colpito il discorso che ha fatto riguardo la scrittura e che ogni tanto mi torna in mente mentre scrivo.
Un autore famoso spesso si ritrova a rispondere a domande sul talento, sulla possibilità di imparare a scrivere attraverso scuole di scrittura, su come nascono le storie e qual è il modo migliore per raccontarle. E lui quella sera ci ha detto la sua opinione e il suo pensiero più sincero. 
L'autore ha affermato di non credere affatto che si possa imparare a scrivere attraverso corsi o pseudo scuole di scrittura creativa, ma qualche consiglio, basato sulla sua esperienza di scrittore, lo ha comunque fornito. 
Anzi uno soltanto: non invadere mai lo spazio del lettore.
Cosa significa? Significa non esagerare con i dettagli, non spiegare ogni minimo passaggio della storia, non inserire ciò che può essere ovvio o intuitivo per chi legge, in definitiva lasciare che il lettore possa immaginare una sua scena mentale. 
Per spiegarsi meglio ha citato come esempio il suo personaggio più noto, l'avvocato Guido Guerrieri. Qualcuno sa descriverlo fisicamente? Io ci ho pensato e ho un'idea molto precisa di come è. 
Carofiglio ha precisato che lui non ha mai descritto fisicamente l'avvocato Guerrieri, ma tutti i lettori se lo immaginano in un certo modo, in quello spazio libero della loro fantasia.
Questa affermazione mi ha fatto riflettere: io, scrivendo, non ho mai pensato allo spazio del lettore, anzi mi preoccupo di descrivere una scena in tutti i dettagli, mi preoccupo di descrivere l'aspetto fisico dei miei personaggi, però forse il "non detto", anzi il "non scritto" può dire molto di più. 
Forse è davvero importante lasciare spazio all'immaginazione di chi legge.
Quello che ci fa immaginare un personaggio non è il suo aspetto fisico, ma la sua personalità, il suo modo di essere e di affrontare gli eventi della vita, nella vicenda che raccontiamo.
Certo, dosare nella giusta misura questi due spazi non è affatto semplice e, probabilmente, il talento risiede proprio in questa capacità. 

E voi cosa ne pensate? 

domenica 14 gennaio 2018

Lascia che sia

Mi piacerebbe determinare non dico tre parole ma anche solo una parola per l'anno 2018. Temo però di non averla, anche se ho ben chiaro nella mia testa quello che davvero servirebbe per la mia vita.
Vorrei un po' di lentezza, fermarmi, guardarmi intorno, assaporare i minuti delle mie giornate. Quando mi fermo riesco a inquadrare il mio cuore, la mia essenza e riesco anche a scrivere. 
Non sono sicura di poter esprimere questa mia esigenza in una parola, cosa potrebbe essere? Lentezza, consapevolezza, amore per se stessi, cogliere l'attimo, guardarsi intorno? 
Mi piacerebbe essere più egoista, meno razionale e più istintiva, ma non sono sicura di riuscirci davvero, perchè tutte le volte che me lo riprometto non ci riesco, allora facciamo che non stabilisco nessuna parola. 

                          
L'istinto lo sa
Ecco il messaggio che invio a me stessa per quest'anno: lascia che sia, pensa ma non troppo, magari programma ma senza dannarti l'anima. E, quando la vita è distratta, afferra l'attimo, magari barando un po' con il destino. Cerca di fare quello che ti fa sta bene, accumula piccoli momenti quotidiani di benessere e se un giorno va male pensa che "domani è un altro giorno!"

E con questo finale da Via col vento vi chiedo: che messaggio inviate a voi stessi per il nuovo anno?

giovedì 4 gennaio 2018

Le intermittenze della morte e le mie letture dell'anno appena passato

Cosa accade in un paese quando la morte decide di scioperare?
Nessuno muore più e tutti esultano, in un primo momento, ma c'è davvero da esultare?
Forse la morte non è così negativa come a prima vista sembrerebbe, la morte fa ordine, mette fine all'angoscia, quando la vita non è più vita, quando la vecchiaia o la malattia riduce il corpo umano a un vegetale, allora la fine del corpo è una benedizione. Ma, se la morte non c'è, quella "non vita" diventa dannazione eterna, il vero inferno sulla terra per chi vegeta e per i suoi familiari. 
Potrebbe sembrare un romanzo triste e tragico, ma non è così, forse leggermente tragico sì, ma molte volte Saramago mi ha fatto sorridere con questo romanzo, paradossale e dissacrante, sulle avventure tragicomiche della morte (la signora "morte" assolutamente con la lettera minuscola), una morte che sciopera per dare una lezione all'umanità, ma che, nello stesso tempo, si tormenta e forse diventa donna e si innamora di un uomo. Ma non voglio fare spoiler...

                                                        

Tra i buoni propositi del 2017 c'era la lettura di un libro del premio Nobel per la letteratura Josè Saramago e io, arrivando sul filo del rasoio, ho completato la lettura di questo libro all'alba del 2018.
Un romanzo senza regole sulla punteggiatura, sulle lettere maiuscole e minuscole, sui dialoghi surreali. Ma un premio Nobel può fregarsene di certe regole ... ciò che conta è la storia, l'ironia, la pietà nei confronti dell'umanità troppo presa dalle proprie paure precostituite.
Quest'anno ho letto ben 40 libri, questo sarebbe stato il numero 41, ma è diventato il numero 1 del 2018. Le mie letture sono cresciute molto negli ultimi anni, un po' per la versatilità degli eBook che mi consente di leggere sfruttando i tempi morti nel corso della giornata, un po' per la curiosità di leggere gli autori che amo, ma anche i libri dei blogger che seguo e le ultime novità da cui mi lascio attrarre.

Ecco, di seguito, le mie letture dell'anno appena trascorso.


LETTURE 2017
1. Buck e il terremoto di Serena Bianca De Matteis e autori vari 
2. Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach (rilettura)
3. Ragione e pentimento di Sandra Faé 
4. Buck di Serena Bianca De Matteis 
5. L'amore è una sorpresa di Maria Cristina Sferra
6. Nessuno come noi di Luca Bianchini 
7. Dieci piccoli respiri di K.A. Tucker
8. 9 giorni di Gilly Macmillan
9. Ragionevoli dubbi di Gianrico Carofiglio
10. Un piccolo infinito addio di Emily Pigozzi 
11. 3A investigazioni di Ariano Geta
12. 99 giorni di K.A. Tucker 
13. I love my spy di Sadie Jane Baldwin
14. Ogni singola cosa di Monica Brizzi
15. Il mio vento di primavera di Emily Pigozzi
16. Insieme nel buio di Marco Freccero
17. Non fidarti del buio di Emme X
18. L'inevitabile crudo destino di Riccardo Moncada 
19. Come se fossimo già madri di Silvia Algerino
20. Storie di gatti Autori vari a cura di Bianca De Matteis 
21. L'ultimo giro di valzer di Morena Fanti e Marco Freccero 
22. Vita e riavvita di Nadia Banaudi 
23. Le ragazze silenziose di Eric Rickstad 
24. Un giorno perfetto per uccidere di Mario Mazzanti
25. Figlia dei fiordi di Sandra Faè 
26. A modo mio di Viola Raffei
27. Non uccidere di Mario Mazzanti
28. Non voglio che te di Tiziana Iaccarino
29. I 444 scalini di Mario Mazzanti
30. Il metodo del coccodrillo di Maurizio De Giovanni 
31. Il pittore degli angeli di Cristina M. Cavaliere
32. Le perfezioni provvisorie di Gianrico Carofiglio 
33. La regola dell'equilibrio di Gianrico Carofiglio 
34. Sai correre forte di Giovanni Venturi 
35. Le tre del mattino di Gianrico Carofiglio
36. La follia del mondo di Marco Freccero
37. Come un Dio immortale di Maria Teresa Steri
38. I bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De Giovanni 
39. L'amore non crolla Autori vari (Buck e il terremoto)
40. È stato breve il nostro lungo viaggio di Elena Mearini

L'ultimo romanzo, in particolare, mi ha folgorata: incuriosita da una recensione su una rivista, ho scaricato l'ebook e l'ho letto quasi di corsa, molto bello. 

E voi che libri avete letto quest'anno?